Stregatto VS Luoghi Comuni

Qui DrillMaster,

Stamattina ho trovato lo Stregatto profondamente rattristato, ci é voluto un po’ per scucirgli il motivo e, con l’aiuto di un paio di candelabri parlanti e una buona parola del Cappellaio Matto, alla fine sono riuscito a venirne a capo… Nel suo peregrinare in giro per la rete, ha trovato e letto un ARTICOLO che lo ha sconvolto…

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Ci risiamo… Se un ragazzino cresce deviato, é colpa dei videogames… Gran Theft Auto “Istiga alla violenza sessuale” e ad una trentina di altri reati piú o meno gravi, tra cui violenza privata, furto con scasso, rapina a mano armata, omicidi di vario grado con annesse aggravanti, fornicazione in pubblico, sottrazione di armamento militare, strage, razzismo, omofobia e chi piú ne ha piú ne metta…

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“Non si puó impedire il contatto, ma si deve rendere capaci i ragazzi di gestire le insidie”

Bibbia, non Vangelo. Il problema è che andrebbe fatto a tutto tondo, senza scaricare il barile su qualcosa che appare soltanto come molto comoda. Se si arriva a diciotto anni senza sapere che sparare ad una prostituta dopo una prestazione sessuale è un reato penale, la colpa non è del videogame, ma del genitore che non è stato in grado di educarlo quando era il momento.

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“Mio figlio Francesco ha 11 anni e come tutti i suoi coetanei ama giocare ai videogiochi”

Esatto, perché ad un ragazzino di 11 anni viene comprato un videogame classificato Pegi 18? Sulla custodia del videogioco, ci sono dei simbolini che non vengono messi lí per bellezza, ma perché devono comunicare AL GENITORE caratteristiche e livello dei contenuti che l’utilizzatore troverá all’interno. Io software house dichiaro che il mio prodotto è destinato ad un pubblico adulto, se tu genitore lo compri a tuo figlio di 11 anni è una tua libera scelta e te ne assumi tutte le responsabilitá.

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“Ho chiesto che tipo di gioco fosse e lui mi ha risposto: «È un gioco di corse di macchine e di inseguimenti, è bellissimo, mamma ti prego». Dato il suo buon rendimento scolastico ho deciso di esaudire la sua richiesta”

Chiunque si fiderebbe ciecamente della risposta di un ragazzino di 11 anni, in una fase di etá in cui per definizione, si fa quello che fanno gli altri per evitare di sentirsi inadeguati o presi in giro. Un consiglio? Browser Internet à Google à digita “Gran Theft Auto V”.  Ad occhio e croce il secondo risultato fornisce una visione d’insieme piú che sufficiente per farsi un’idea chiara. Tempo impiegato? Mah.. 30 secondi

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il 14 novembre ci sarebbe stata una conferenza a Padova per la divulgazione dei dati sul Progetto Pinocchio e la presentazione del nuovo libro del Prof. Galimberti che si occupa dei problemi delle dipendenze nei giovani e che è stato il promotore di questo progetto….. Dato che mio figlio, come moltissimi altri ragazzi delle scuole padovane, ha partecipato a questo progetto ho deciso di andare alla conferenza perché ero curiosa di conoscere le risposte. Per fortuna! I risultati che emergono da questo lavoro sono inquietanti, quelli che noi consideriamo ancora i nostri bambini, troppo piccoli per poter neanche pensare che conoscano questi argomenti, sono in realtà molto più scaltri di noi e sanno un sacco di cose e hanno già fatto tante esperienze a nostra insaputa. È incredibile!”

No, non è affatto incredibile, si chiama “Societá Attuale”. Dire che un bambino di 11 anni è piú scaltro di un adulto la dice lunga sulla situazione attuale del rapporto “Genitori – Figli”. Il Progetto Pinocchio è un progetto grandioso, ma non puó sostituire l’operato quotidiano di un genitore attento alla crescita di un figlio.

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“In quella occasione sono venuta a conoscenza di una cosa ancora più inquietante: il gioco GTA V che stavo per regalare a mio figlio, è un’istigazione alla violenza anche sessuale, al crimine e al femminicidio.”

Il “Femminicidio”…. Interessante. E le scie chimiche… Non le ha viste nessuno?

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“Ci hanno fatto vedere un pezzetto di scena del gioco, senza audio: sconvolgente. Ci hanno fatto leggere i commenti di due ragazzini che godevano e ridevano e si compiacevano di avere ucciso una prostituta e di averle anche rubato i soldi che aveva appena guadagnato con una prestazione sessuale.”

Chissá… Magari anche i genitori di quei ragazzini “Non avevano tempo”…

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“Ma come è possibile che esistano dei giochi simili, che delle persone possano inventare e programmare dei giochi così, e che oltretutto questi giochi possano essere messi in vendita nei negozi? Senza parlare del fatto che i ragazzi possono anche scaricarlo da internet, quindi completamente al di fuori del controllo dei genitori, molti dei quali non sanno nemmeno che questo si possa fare”.

A parte il fatto che scaricare software piratato da internet è illegale e puó far incorrere in pesanti sanzioni (specialmente se lo si masterizza e lo si vende a scuola), se nel terzo millennio un genitore non sa certe cose, francamente mi chiedo dove sia vissuto da vent’anni a questa parte. Inoltre, tali giochi vengono programmati e messi in vendita per la legge della domanda e dell’offerta: piacciono ai consumatori, altrimenti non continuerebbero a programmarli.

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“Ci è stato detto che questo “ gioco” in pochi giorni dalla sua uscita nel mercato ha fatto guadagnare ai suoi produttori più di quattro volte quello che è costato per produrlo. Che schifo…. Sono stata ad un soffio dal regalare a mio figlio un’arma letale di cui non conoscevo la pericolosità, lo stavo per rovinare io stessa, che angoscia.

Falso. Ha raggiunto quelle cifre solo nelle prime ventiquattro ore dalla sua uscita. Sette record mondiali infranti, è nel Guinness dei Primati come videogame piú venduto nelle prime 24 ore. 11,2 milioni di copie vendute solo il primo giorno… 11,2 milioni di armi letali vendute in un giorno solo, 33 milioni in tutto il mondo nel solo 2014.

“Anno 2014.. Nel mondo, ci sono 33 milioni di nuovi potenziali criminali, violentatori e assassini di donne… Nessuno è al sicuro, le armi letali si vendono nei negozi e potete prenotarle con 5 euro”.

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“Io faccio la pediatra e mi sono sentita inadeguata come mamma e come professionista, mi sono chiesta cosa potevo fare e così una sera a cena, parlando dei nostri figli, ho manifestato questa preoccupazione alla mia carissima amica Ilaria Capua, Deputato alla Camera. Come sempre, da persona intelligente e concreta quale è, ha capito al volo la gravità del problema e non ha perso tempo nel cercare di provare a cambiare le cose. Posso solo dirle grazie per quanto riuscirà a fare e ringrazio anche il Prof. Galimberti per avermi aperto gli occhi prima che fosse troppo tardi.”

Qualcuno si sentirebbe inadeguato sapendo di aver dovuto partecipare ad una conferenza, per rendersi conto di determinati concetti: la societá non é piú quella di un tempo e il mondo é cambiato. Maledetti videogames!

Abbiamo anche le amicizie altolocate, non solo tremendi sensi di colpa come genitore o professionista…

Ecco perché in Parlamento sono tutti indaffarati… Stanno cercando un modo per impedire a software house come “Rockstar Games” di vendere le loro “Armi letali” nel nostro paese. Adesso è tutto chiaro. Chi glielo dice ai signori politici che non possono piú giocare a GTA durante le loro sedute? Coraggio… C’è pur sempre Saints Row IV!

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Questo articolo non é scritto con l’intento di far ridere, ma di far riflettere. Dedicato a tutti coloro che la pensano come la Dottoressa Sabrina Salvadori, alla quale io e lo Stregatto rivolgiamo un nostro personalissimo consiglio:

i videogames sono pericolosi tanto quanto un’alimentazione errata. Non é pericoloso “Giocare”, é pericoloso “Non saper giocare”. Trovi un po’ piú di tempo per giocare con suo figlio, e lasci perdere “Amicizie importanti” da sbandierare negli articoli in giro per il web. Con i soldi che ha risparmiato non comprando GTA  V, compri un secondo pad per la consolle e passi qualche ora a giocare con suo figlio. I videogames sono un’esperienza straordinaria, non si precluda orizzonti.

chisiamo


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cheshiretech

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2 thoughts on “Stregatto VS Luoghi Comuni

  1. Se uno è un pessimo genitore, non può incolpare: i videogiochi, le case che li creano o le persone che li comprano, dovrebbe solo incolpare se stesso e capire che per essere genitori bisogna amare i propri figli.

    1. La penso come te… Il problema é che viviamo nell’era degli “Alibi”, pertanto é molto piú comodo scaricare il barile su qualcosa di tangibile come un videogioco da settanta euro…

      Che vuoi farci… Certe testate giornalistiche dovrebbero avere il coraggio di porre dei veti a certa gente, ma evidentemente c’é sempre paura di passare per “Censori”, specialmente quando si sbandierano certe conoscenze…

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